sabato 27 dicembre 2008


Alla fine di gennaio 2008 la mia bilancia visualizzava intorno ai 95 Kg.
Un risultato ottenuto con i sacrifici di quattro mesi (settembre-dicembre 2007) di Scarsdale 'modificata', partendo da ben 116 Kg. La spirale discendente che ho intrapreso questa estate (vedi l'annotazione precedente) mi ha fatto però scivolare di nuovo pericolosamente verso l'obesità, e il colpo di grazia della stagione invernale e delle feste mi costringerà a un altro periodo di sacrifici nei primi mesi del 2009.
Oltretutto le conseguenze dell'incremento ponderale sono tutta una serie di fastidi e disagi che ero riuscito a lasciarmi alle spalle o quantomeno a mitigare, fra cui:

  • sensazione di spossatezza generale
  • reflusso gastroesofageo
  • dolore alla schiena
  • dolori alle articolazioni (ginocchia in particolare)
  • sensazione di nausea
  • russare notturno
  • intorpidimento del corpo in generale
  • affanno e tachicardia
  • stato di confusione dovuto alla spossatezza generale
ecc. (ci aggiungerei anche i problemi che la pancia può provocare in particolari situazioni, ma non vorrei scendere nei dettagli intimi della mia vita, quindi evito).
La cosa più triste è che questi sacrifici che mi accingo a fare col nuovo anno avrebbero potuto farmi scendere da 98 a 88 (anche considerando un paio di Kg presi durante i bagordi festivi), invece che da 108 a 98 come invece mi toccherà fare. 
Ma è inutile recriminare, mentre è molto più saggio cercare di capire gli errori in cui ricado regolarmente ed eliminare le cattive abitudini una volta per tutte.
Auguri a tutti, e che il nuovo anno ci porti più saggezza e... meno chili!

4 Responses to Errare umanum est, perseverare autem diabolicum:

  1. Sei sempre un grande

  1. Amos ha detto...

    Piu' che grande... grosso, direi!
    Scherzi a parte, ci sono ricascato, amico mio, come un pesce nella rete... e ora tocca rifare tutto daccapo :-(

  1. Anonimo ha detto...

    e non sei il solo a naufragare. Ma sono tanti i problemi che dobbiamo affrontare che veramente mi sembra doveroso a volte non aggiungere tristezze alla giornata anche quando dobbiamo nutrirci.
    E poi a me piace il tipo robusto :-)

  1. Amos ha detto...

    Sarà, ma dipende dal tipo di 'robustezza'... quantità e qualità, in sostanza. E poi, quando il cibo diventa una 'droga' e ti accorgi che ne sei schiavo al punto di soffrire di fronte a un dolce o un piatto succulento cui devi rinunciare, pensi a quanto può essere piacevole poter scegliere senza conseguenze. Ricorda: mangiare di meno per mangiare di più, questo è il segreto.